Comunemente chiamato "OTTO", è l'unico nodo ritenuto attualmente valido per legarsi in cordata, non presenta svantaggi e si scioglie facilmente anche se sottoposto a forte trazione.
Si ottiene componendo un "nodo Savoia" e ripassandolo al contrario dopo aver infilato l'estremità della corda nelle apposite asole dell'imbragatura.

1 - 2 - 3 - 4 Fasi di costruzione del nodo delle guide con frizione.
Nodo barcaiolo
Universalmente usato per l'autoassicurazione, è di veloce esecuzione permettendo la rapida regolazione della distanza dell'assicurato dall'ancoraggio. Bisogna essere in grado di eseguirlo velocemente in qualsiasi posizione e con una mano sola.

Nodo mezzo barcaiolo
Unico nodo di assicurazione dinamica riconosciuto dall'UIAA, specifico per ancoraggi fissi. Bisogna essere in grado di eseguirlo velocemente in qualsiasi posizione e con una mano sola.
Importante: Il ramo della corda sottoposto a trazione deve sempre essere collocato dalla parte fissa del braccio del moschettone.
Nodo Prusik E' il più classico dei nodi autobloccanti. Si esegue con uno spezzone di cordino di diametro compreso tra 5 e 7 mm. come un comune "nodo a strozzo", avvolgendolo due o più volte attorno alla corda prima di stringerlo. Si consiglia di evitare un elevato numero di giri per non avere un bloccaggio eccessivo del nodo sotto carico. Può essere costruito anche con un cordino semplice, con la possibilità di aumentare il numero delle spire nella parte inferiore del nodo, per migliorare la tenuta verso il basso. Durante la costruzione del nodo si deve controllare che i giri sulla corda non si accavallino, ciò comprometterebbe la tenuta del nodo stesso. Il Prusik è autobloccante in tutte le direzioni. |
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| Nodo Machard Si può eseguire in due modi: con una sola asola o con due asole di cordino. Con un'asola blocca in modo ottimale in un'unica direzione, con due asole blocca nelle due direzioni. Il numero delle spire deve variare a seconda del diametro della corda. Più i diametri di corda e cordino sono simili maggiore dovrà essere il numero delle spire. |
Nodo fettuccia
E' quello usato per formare anelli di fettuccia ed attualmente anche anelli di cordino. Per i cordini è un pò in disuso il "nodo inglese", in quanto se sottoposto a trazione, lo si scioglie difficilmente. In nodo inglese va però obbligatoriamente usato con i cordini di kevlar che necessitano di un forte bloccaggio per evitare scorrimenti tra anima e calza.
La sua esecuzione è abbastanza facile; si forma su un'estremità un nodo semplice senza chiuderlo, con l'altra estremità si eseguono all'inverso tutte le curve del primo. E' buona norma lasciare le code del nodo abbastanza lunghe (almeno 5 cm.).


1 - 2 - 3 - 4 Esecuzione del nodo fettuccia.

Nodo fettuccia eseguito con cordino
Nodo inglese
E' usato per giuntare corde e cordini, se stretto si scioglie difficilmente. E' obbligatorio con il "kevlar" e il "dynema"che necessitano di un forte bloccaggio per evitare scorrimenti tra anima e calza.

esecuzione 1: con assicurazione su sosta
E' molto importante perchè permette di bloccare e poi liberare lo scorrimento di corde in tensione (es. alpinista appeso dopo una caduta) lasciando ambedue le mani libere a chi manovra la corda.
Data la sua utilità, è necessario saperlo eseguire bene in ogni posizione.
Per maggior sicurezza è opportuno eseguire SEMPRE anche la controasola che evita il rischio di un disfacimento dell'asola a seguito di una trazione accidentale del capo di corda che esce dalla medesima.

L'esecuzione dell'asola di bloccaggio si effettua come indicato nella figura.
Il capo A è quello che sostiene il carico
Il capo B è il capo libero su cui si effettua la manovra
Per sciogliere l'asola è sufficiente tirare con forza il capo B
esecuzione 2: con assicurazione a vita
Ribadiamo che è molto importante saperla eseguire bene perchè permette di bloccare e poi liberare lo scorrimento di corde in tensione (es. alpinista appeso dopo una caduta) lasciando ambedue le mani libere a chi manovra la corda.
Per maggior sicurezza è opportuno eseguire SEMPRE anche la controasola che evita il rischio di un disfacimento dell'asola a seguito di una trazione accidentale del capo di corda che esce dalla medesima.

Il capo A è il capo libero su cui si effettua la manovra
Il capo B è quello che sostiene il carico
Per sciogliere l'asola è sufficiente tirare con forza il capo A.
Collegamento della Longe all'Imbracatura
L'anello ottenuto con questo nodo usato nel collegamento è un punto fisso che, a differenza di quanto avveniva in passato, non può sciogliersi anche se usato scorrettamente

Assicurazione a vita
Per i monotiri su roccia è consigliabile assicurare il compagno a vita tramite l'uso di discensori (secchiello ecc..) o placchette tipo "jojo". Occorre però, sempre, essere autoassicurati ad una sosta o ad un punto fisso per evitare, in caso di caduta del compagno, di essere sollevati da terra. Attenzione ad assicurare posizionandosi il più vicino possibile alla parete. Precisiamo inoltre che per evitare un violento strappo verso il basso dell'assicuratore, in caso di caduta del primo di cordata appena partito, occorre moschettonare immediatamente al di sopra della sosta o direttamente sulla sosta stessa.

Attenzione: occorre sempre essere autoassicurati alla sosta o a un punto fisso
Attenzione: L’effettuazione delle carrucole, va fatta da persone che ne conoscano perfettamente sia i meccanismi di sicurezza che il funzionamento. E’ pertanto necessario che coloro che vorranno apprendere in maniera esaustiva tali manovre, effettuino mensilmente ripassi di tali costruzioni, per memorizzare perfettamente ogni operazione onde evitare degli errori dagli esiti non affatto graditi; occorre inoltre essere assolutamente sicuri della solidità degli ancoraggi.
Carrucola mezzo poldo con spezzone ausiliario.
Descrizione delle fasi operative:
A - Dopo aver arrestato la caduta, bloccare il mezzo barcaiolo con un’asola di bloccaggio e relativa controasola.
B - Predisporre un nodo autobloccante "machard" sul ramo in tensione il più lontano possibile dal punto di sosta.
C - Collegare l’autobloccante ad un punto di sosta tramite uno spezzone ausiliario. In mancanza di uno spezzone, utilizzare il ramo libero della corda. Eseguire un mezzo barcaiolo e fermarlo con asola e controasola di bloccaggio.
D - Sciogliere l’asola di bloccaggio della corda che trattiene il compagno e mandare in tensione gradualmente I’autobloccante dello spezzone ausiliario, sciogliere il mezzo barcaiolo.
Attenzione: tutto il carico è sullo spezzone ausiliario, accertarsi della tenuta di tutto l’apparato.
E - Affiancare un secondo moschettone sul punto di sosta al fine di ridurre gli attriti, quindi costruire un secondo "machard" a contatto del primo moschettone avendo cura di collegarlo al secondo (automatismo di ricupero). L’adozione di questo sistema impedirà all’autobloccante di saltare il moschettone e parallelamente attraverso una regolazione iniziale molto precisa limitare al massimo le perdite di carico per allungamento della corda. (ovviamente questo passaggio è semplificabile di molto, inserendo, al posto del machard una piastrina autobloccante come evidenziato nel disegno!!)
F - Utilizzando il mezzo barcaiolo dello spezzone mandare in tensione l’autobloccante a contatto dei due moschettoni di sosta (o la piastrina) e liberare lo spezzone ausiliario.
G - Far passare nel moschettone collegato al machard in basso un capo dello spezzone ausiliario con agganciato un moschettone (nodo barcaiolo), proseguire agganciando lo spezzone nel moschettone di sosta (o in uno apposito agganciato alla piastrina, come da disegno)
H - Collegare la parte libera dello spezzone al moschettone in basso fissato allo spezzone stesso ed eseguire la manovra di ricupero.
Visualizzazione carrucola con spezzone ausiliario per recupero:

Carrucola semplice.
Si evidenzia qui una carrucola semplice utilizzabile anche da una sola persona ad esempio per aiutare un compagno in momentanea difficoltà. Questo tipo di carrucola riduce il peso da ricuperare del 50% (salvo gli attriti che possono essere consistenti)!!. E' quindi utilizzabili per brevi recuperi e con compagno che può collaborare. Ha il vantaggio di essere molto veloce.
Descrizione delle fasi operative:
A - Dopo aver arrestato la caduta, bloccare il mezzo barcaiolo con un’asola di bloccaggio e relativa controasola.
B - Predisporre un nodo autobloccante "machard" sul ramo in tensione il più lontano possibile dal punto di sosta.
C - Collegare l’autobloccante ad un punto di sosta tramite uno spezzone ausiliario. In mancanza di uno spezzone, utilizzare il ramo libero della corda. Eseguire un mezzo barcaiolo e fermarlo con asola e controasola di bloccaggio.
D - Sciogliere l’asola di bloccaggio della corda che trattiene il compagno e mandare in tensione gradualmente I’autobloccante dello spezzone ausiliario, sciogliere il mezzo barcaiolo.
Attenzione: tutto il carico è sullo spezzone ausiliario, accertarsi della tenuta di tutto l’apparato.
E - Affiancare un secondo moschettone sul punto di sosta al fine di ridurre gli attriti, quindi costruire un secondo "machard" a contatto del primo moschettone avendo cura di collegarlo al secondo (automatismo di ricupero). L’adozione di questo sistema impedirà all’autobloccante di saltare il moschettone e parallelamente attraverso una regolazione iniziale molto precisa limitare al massimo le perdite di carico per allungamento della corda. (ovviamente questo passaggio è semplificabile di molto, inserendo, al posto del machard una piastrina autobloccante,
NOTA: nel caso poi di caduta del secondo, se lo stesso era assicurato con piastrina "gi-gi" o simile l'apparato è già pronto e non serve lo spezzone ausiliario e tutta la manovra fin qui descritta! (si inizia dal punto G)
F - Utilizzando il mezzo barcaiolo dello spezzone mandare in tensione l’autobloccante a contatto dei due moschettoni di sosta (o la piastrina) e liberare lo spezzone ausiliario.
G- Far passare nel moschettone collegato al machard in basso (B) la parte libera della corda ed eseguire la manovra di ricupero.
Visualizzazione carrucola semplice

Riportiamo quanto indicato da una nota casa produttrice di corde d'alpinismo circa l'uso corretto del materiale !!
| UTILIZZO: La corda per arrampicata é una corda dinamica. Se viene collegata ad un sistema di assicurazione, ha la capacità di contenere un'eventuale caduta. La corda deve essere protetta da spigoli taglienti, dalla caduta di pietre, da piccozze e ramponi che possono tranciare fibre interne o esterne della corda. L'accavallamento di 2 corde nei moschettoni e nelle maglie rapide provoca la bruciatura della corda che può arrivare anche a rompersi. La discesa in doppia e la calata regolata dal basso devono essere effettuate su moschettoni o maglie rapide, non su anelli di fettuccia, non su rami di alberi, non direttamente nei fori di chiodi o placchette Evitare le discese troppo rapide in corda doppia o in recupero che possono bruciare lo corda e accelerare l'usura della calza. Lo temperatura di fusione del poliammide è di 230°C. Tale temperature può essere raggiunta nel caso di discese troppo veloci. Verificare l'assenza di sbavature sui moschettoni e sui discensori. Per la discese in doppio o con calata regolata dal basso, verificare che la lunghezza della corda sia sufficiente. Per precauzione fare un nodo di sicurezza in fondo alla corda. In arrampicata è necessario considerate gli effetti dell'assicurazione dinamica nel piazzare le protezioni, per evitare una caduta fino a terra. La temperatura di utilizzo o di conservazione non deve mai superare 80°C. Per legarsi si raccomanda un nodo a otto inseguito, ben stretto. Per unire due corde per effettuare una doppia utilizzare sempre un nodo inglese doppio o un nodo fettuccia inseguito, o un nodo a otto. Le diverse componenti di un sistema di assicurazione (imbracatura, moschettoni, fettucce, punti di ancoraggio, apparecchi di assicurazione, discensori, ecc.) devono essere conformi alle norme UIIA o olle norme EN. Con le corde di piccolo diametro, scegliere un apparecchio di assicurazione adatto. Prima e durante l'utilizzo si devono considerare le possibilità di soccorso in caso di difficoltà. DURATA: La durata dipende dallo frequenza e dal modo di utilizzo. La corda può subire danni irreparabili anche la primo volta che viene utilizzata. Le sollecitazioni meccaniche, gli sfregamenti, i raggi UV e l'umidità a poco o poco degradano le proprietà dello corda. Durata media : - utilizzo quotidiano e intenso : da 3 a 6 mesi- utilizzo tutti i fine settimana : da 2 a 3 anni - utilizzo occasionale : da 4 o 5 anni
La corda deve essere subito scartata se : - ha subito una forte caduta con fattore prossimo a 2 - durante il controllo l'anima sembra danneggiata - la calza appare rovinata - è stata o contatto con prodotti chimici pericolosi
In ogni caso, il tempo di utilizzo della corda non deve mai superare i 5 anni. Il totale del tempo di conservazione e di utilizzo non deve superare in alcun caso i 10 anni. Da notare che con l'uso la corda si ingrossa, accorciandosi fino al 5 %.
LA CURA DELLA CORDA: Se la corda è sporca, lavarla in acqua fredda, eventualmente con un detersivo per capi delicati, strofinandola con una spazzola sintetica. Quando la corda si bagna, per l'uso o per il lavaggio, lasciarla asciugare all'ombra, lontano da fonti di calore. Evitare l'inutile esposizione ai raggi UV: conservare lo corda all'ombra, al riparo da umidità e fonti di calore. Sotto l'effetto dell'umidità o del gelo, la corda diventa più sensibile e perde parte della sua resistenza: aumentare le precauzioni. La corda non deve essere posta a contatto con agenti chimici, soprattutto acidi, olio e benzina che possono distruggere le fibre senza che ciò risulti visibile. Utilizzare preferibilmente un sacco porta corda per il trasporto, l’utilizzo allo base delle vie e per proteggere la corda dallo sporco e limitarne l'attorcigliamento. Dopo ogni utilizzo lo corda deve essere ispezionata a vista e a mano per tutta lo lunghezza. La corda è un equipaggiamento personale e può subire danni gravi e invisibili durante l'utilizzo senza la vostra presenza. Se una corda è tagliata in più pezzi, riportare ad ogni estremità le marcature capocorda.
IL SIGNIFICATO DEI CONTRASSEGNI : · CE : Conformità alla direttiva europea · 0120 : Numero dell'ente di certificazione · EN 892 : Norma di riferimento · Ente riconosciuto che interviene nell'esame CE (es.) APAVE Lyonnaise - BP 3 69811 TASSIN Cedex - Francia, n° 0082 (oppure) TUV Austria. AVVERTENZE :
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