gli scarponi
"Come scegliere un paio di scarponi" | ![]() |
Per la camminata in montagna occorrono due cose indissolubili tra loro: scarponi giusti e calze giuste.
Ogni altro "trucco" per adattare uno scarpone che dà fastidio (doppia calza, stringere o mollare lacci, aggiunta di un sottopiede, cotone in punta) è solo un palliativo che durerà ben poco, e cioè fin quando lo si riesce a sopportare.
L'acquisto di un paio di scarponi è tra le cose che richiedono maggior impegno da parte nostra: uno dei problemi per cui si sbaglia il numero è che, generalmente, all'acquisto si calza lo scarpone a piede "freddo". La cosa giusta è invece provarlo quando si è camminato un bel po', magari facendo prima un bel giro nel centro commerciale, oppure salendo e scendendo diverse volte alcuni gradini, comunque sempre di pomeriggio, quando il piede è più gonfio. Bisogna che il piede stia giusto dentro lo scarpone e non, come si dice spesso, che passi un dito dietro il tallone.
Ricorda che lo scarpone dopo qualche uscita tende leggermente ad allargarsi e a cedere un po'(non si è mai sentito di scarponi che si stringono...). Quindi attento a non farti prendere dal dubbio che sia giusto giusto, soprattutto nel caso di scarponcini da trekking, che proprio per questo (il trekking) non hanno una tomaia rigida come, invece, gli scarponi da alpinismo o da escursionismo spinto (non parlo di scarponi in plastica o per ghiacciai), a cui serve qualche uscita per adattarsi. Stringi bene i lacci verso la punta e fino al collo.
Mettiti in punta di piedi (tipo Carla Fracci) e fai dei passi; l'allacciatura deve tenere senza darti fastidi e nel contempo non farti toccare con le dita la punte dello scarpone. Stringi poi dal collo alla caviglia. Con la punta dello scarpone monta sullo spigolo di una sedia o gradino, piega il collo; il tallone deve rimanere fermo. Se anche solo un pò si muove, è già sbagliato. Tieni ai piedi due scarponi con numeri diversi (alcune ditte hanno anche i terzi di numero); cammina, piegati, torci il piede e cerca di capire qual'è che ti senti meglio (e, per il motivo che lo scarpone cederà e non si stringerà, non è detto che quello che ti pare troppo giusto come calzata, sia da scartare. Ovvio che non deve fare male).
Ci sono circa un centinaio di modelli di scarponi sul mercato, contro una qualche milionata di piedi assolutamente diversi tra l'uno e l'altro. I nostri stessi piedi hanno differenze che noi non notiamo, ma che quando sono dentro uno scarpone vengono enfatizzati. Noi poi diamo la colpa agli scarponi.
Se hai dei dubbi, non fissarti su quello scarpone. Prova un'altra marca. Una marca può tendere ad una forma più affusolata, un'altra privilegia la comodità della pianta del piede.
Valuta bene la tipologia di scarpone che devi acquistare; inutile prendere uno scarpone rigido e con attacco rapido per ramponi, se poi vai spesso a raccogliere margherite sul bordo del sentiero. E' evidente che non esiste uno scarpone che vada bene per tutto ciò che è montagna (ferrate, sentieri, roccette, neve, ghiacciai, trekking ecc..). Qualunque sano frequentatore di montagna ha almeno un paio di scarponi, i quali meglio si adattano alle uscite in programma.
Accertati che lo scarpone abbia la possibilità di doppio tiraggio dei lacci (la vedi dai gancetti laterali più o meno ad altezza malleoli che consentono il blocco lacci), così puoi regolare indifferentemente pianta e caviglia in funzione del terreno (salita o discesa). A meno che tu non cammini frequentemente sotto la pioggia, guadi spesso torrenti o vai nella neve, lascia perdere il Goretex. Prendi con fiducia la tomaia in nabuk e, se proprio prevedi di bagnarti, dai dello spray impermeabilizzante prima dell'escursione (ce ne sono di ottimi, distribuiti anche dalle migliori ditte costruttrici di scarponi). Come suola in generale, meglio la classica e famosa Vibram.
All'acquisto poi, ti devi portare le calze che solitamente usi (sperando siano calze da montagna e non da città...) e dando per certo che il numero di calza sia giusto e non abbondante (probabili pieghe durante la marcia possono alimentare vesciche). Le migliori calze sul mercato sono quelle in lana merinos. Abbastanza care (20/30 euro), ma non deludono. Sono morbide, ben imbottite. Sono di due o tre misure e coprono un' ampia gamma di numeri (37-41 ; 42-45 ecc..). Esistono in versione estiva e in versione invernale (quest'ultime solo un po' più spesse e alte al ginocchio), comunque sempre in lana merinos, materiale eccellente per contenere gli sbalzi di temperatura del piede e assorbire l'umidità e con ammortizzazione eccellente.
Lava le calze in acqua fredda con UNA goccia di detersivo (mica hanno la peste). Falle asciugare all'ombra. Tieni presente che quando il piede è sotto sforzo, aumenta di pochissimo il suo volume (cioè, non è che si gonfi come un pallone...), e quell'aumento viene assorbito dalla calza. Ecco perché rimarchiamo l'importanza della calza. Metti solo UN paio di calze, che due è da pazzi (il piede è già soffocato in uno scarpone; non peggioriamo ulteriormente la sua situazione). Se il numero di scarpone è quello giusto, la calzata NON richiede 2 paia di calze, basta solo che siano ben ammortizzanti.
Se proprio non trovi quelle in lana merinos autentica prova con quelle moderne in fibra artificiale o in misto lana. Ce ne sono di varie marche che ormai sono diventate famose, non reggono la concorrenza di quelle in lana merinos ma sono valide. Tieni presente che queste calze in sintetico o misto, in genere hanno qualche problema in più se calzate per lunghissimo tempo, l'umidità che si forma nel piede non viene dissipata perfettamente e la sensazione di freddo si sente di più. Acquistato lo scarpone cerca (se puoi) di fare una prima uscita camminando in neve un po' molle oppure nell'erba bagnata. A casa falle asciugare all'ombra in zona (possibilmente) ventilata. Leva SEMPRE dopo ogni uscita il sottopiede e reinseriscilo prima della prossima. Se prevedi di usare per diverso tempo lo scarpone, riponilo con i lacci chiusi (come quando è calzato) e senza sottopiede.
Alla prima uscita con il nuovo scarpone, regola PERFETTAMENTE la linguetta sul collo del piede, perché se prende una brutta piega difficilmente la perde. Queste note non provengono da un venditore di scarponi né tantomeno da un collaudatore di scarponi e/o di calze. Tutto ciò che qui è scritto non è e non vuole evidentemente essere una regola ufficiale, ma è solo il risultato dell'esperienza acquisita in molti anni di attività con frequenti acquisti e cambi di scarponi, in media (per usura e non per moda) almeno una volta all'anno.






