Il progetto di richiodatura di vie storiche


Il progetto di richiodatura nasce all'interno della Scuola.

Oltre ad insegnare le basi delle discipline praticate in  montagna é sorta spontaneamente l'idea di far riscoprire a tutti le realizzazioni alpinistiche di Motti ripristinando la chiodatura, secondo i criteri più avanti indicati, di alcune sue importanti vie. Verranno anche redatte e pubblicizzate le relative guide.

LA CHIODATURA E IL RISPETTO  DI NATURA, AMBIENTE E PARETI.
Non c'è spazio per una dissertazione filosofica sull'argomento chiodatura: Inoltre la polemica sull'uso dei chiodi in alpinismo e' nata con l'uso del primo chiodo e finirà con l'ultimo... Ma se nell'alpinismo classico l'obbligo di raggiungere la cima favoriva in qualche modo gli epigoni di Machiavelli (il fine giustifica i mezzi...), nel caso odierno noi sosteniamo con forza tre concetti che ci sembra rispondano pienamente all'esigenza di proteggere sia l'ambiente ma anche la parete e... noi stessi, cioé:

  • protezione massima nelle palestre.

  • protezione con chiodi nelle vie dei soli tratti non altrimenti proteggibili rispettando l'etica dei primi salitori.

  • protezione "solida" delle soste

SCELTA DEGLI ITINERARI.
E'
finalizzata al recupero di linee di arrampicata ormai dimenticate  o poco frequentate che si contraddistinguono per bellezza della via e del paesaggio. Si sono quindi scelte le Valli di Lanzo e la Valle dell'Orco, tra le prime proposte figurano:

  • la via del Diedro Nanchez alla parete del Caporal

  • la Via del Naso al Bec di Mea.

  • la "Motti" al gruppo Castello - Provenzale

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