{"id":102,"date":"2008-05-19T20:18:56","date_gmt":"2008-05-19T20:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolamotti.it\/wp\/la-figura-di-g-p-motti-e-il-nuovo-mattino\/"},"modified":"2025-09-18T19:02:33","modified_gmt":"2025-09-18T17:02:33","slug":"la-figura-di-g-p-motti-e-il-nuovo-mattino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scuolamotti.it\/wp\/la-figura-di-g-p-motti-e-il-nuovo-mattino\/","title":{"rendered":"La figura di G.P. Motti e il &#8216;Nuovo Mattino&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"\/drup\/files\/photos\/altre\/motti.png\" alt=\"\" width=\"168\" align=\"left\" border=\"0\" hspace=\"10\" vspace=\"10\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">La nostra scuola e&#8217; intitolata a Gian Piero Motti, unanimemente riconosciuto come uno degli innovatori dell&#8217;alpinismo subalpino.<\/p>\n<p align=\"justify\">Motti nasce a Torino il 6\/8\/46 e ben presto diventa uno dei pi\u00f9 apprezzati esponenti della &#8220;mitica&#8221; scuola G. Gervasutti.<br \/>\nNell&#8217;ambiente alpinistico locale Gian Piero rappresenta un&#8217;eccezione per cultura, voglia di sapere, spirito di ricerca. Inoltre a differenza di molti alpinisti dell&#8217;epoca egli non \u00e8 estraneo al movimento di contestazione del &#8217;68 che proprio a Torino ha il suo inizio.<br \/>\nCio&#8217; lo porta ben presto a forti dissensi con chi (dentro e fuori la scuola) continua a privilegiare un alpinismo di stampo classico i cui valori e le cui finalit\u00e0 non &#8220;possono essere messi in discussione&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Attorno alla sua figura nasce una corrente alpinistica che agli inizi degli anni settanta d\u00e0 uno scossone al mondo dell&#8217;alpinismo torinese e sar\u00e0 poi definita il &#8220;Nuovo Mattino&#8221;.<br \/>\nIl &#8220;movimento&#8221; nasce in un clima di rottura: basta con i codici di comportamento, con le gerarchie, con gli steccati che condizionano l&#8217;alpinismo; gli esponenti di questa esperienza (Galante, Bonelli, M.Kosterlitz, Motti, ecc), saranno poi definiti il &#8220;Mucchio selvaggio&#8221; da A. Gobetti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto scritto da Gian Piero sulla guida della Valle dell&#8217;Orco (Tamari Editore) puo&#8217; essere considerate il manifesto del Nuovo Mattino:<br \/>\n<i> <span style=\"color: #0044cc;\">&#8221; &#8230;sarei molto felice se su queste pareti potesse evolversi sempre maggiormente quella nuova dimensione dell&#8217;alpinismo spogliata di eroismo e di gloriuzza da regime, impostato invece su una serena accettazione dei propri limiti, in un&#8217;atmosfera gioiosa, con l&#8217;intento di trarne, come in un gioco, il massimo piacere possibile da un&#8217;attivit\u00e0 che finora pareva essere caratterizzata dalla negazione del piacere a favore della sofferenza&#8230;&#8221;<\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; bene precisare che Motti polemizz\u00f2 anche con chi, liberato dall&#8217;ansia della &#8220;cima a tutti i costi&#8221;, trasform\u00f2 pi\u00f9 tardi l&#8217;arrampicata in puro sforzo muscolare su itinerari superprotetti, dimenticando quindi quella componente essenziale di ricerca personale e di avventura insiti nel gioco dell&#8217;arrampicata.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci piace infine riproporre un noto scritto di G.P.Motti (I Falliti &#8211; 1972) (<a href=\"http:\/\/www.scuolamotti.it\/files\/i_falliti.pdf\">scaricabile cliccando qui<\/a>) che rappresenta tuttora, per molti di noi, una sicura e positiva idea dell&#8217;andare in montagna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra scuola e&#8217; intitolata a Gian Piero Motti, unanimemente riconosciuto come uno degli innovatori dell&#8217;alpinismo subalpino. 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